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Dalla terra tra l’Adriatico e lo Jonio, ma non solo, giungono le sonorità sprigionate dagli strumenti di questa nuova formazione di scatenati Salentini; si parla di Salento, tacco d’Italia ponte fra Oriente e Occidente, porto per i paesi del “mare tra le terre”; i rumori e i suoni che si avvertono fanno pensare a paesi d’oltre-adriatico come Grecia e Balcani, le note rubate a nord e a ovest ci ricordano quelle zone come le Murgie, il Gargano, Calabria e Campania.

Nel Salento, qualunque popolazione abbia attraversato la nostra terra (Fenici, Greci, Bizantini, Turchi), ha lasciato traccia indelebile del proprio passaggio, modificando così le caratteristiche socio-culturali del territorio.

In particolare il Griko, lingua grecanica appartenente ad una zona ristretta del territorio salentino, ne è una prova determinante; giungono, infatti, fino ai giorni nostri , una serie di splendidi canti dai testi ellenofoni, che arricchiscono il bagaglio culturale e artistico del nostro territorio, fornendo ispirazione, voglia di crescere e viaggiare.

Questi canti possono essere divisi tra ninne nanne, serenate, matinate, canti religiosi, stornelli, tarantelle e pizziche, sopravvissuti fino ai giorni nostri grazie al contributo di anziani cantori che ne hanno portato avanti nel tempo la memoria.

Oltre ai canti in griko, sopravvivono anche diversi bellissimi canti in dialetto salentino raccolti in diversi lavori discografici e letterari, che sono la base portante dei repertori dei diversi gruppi di riproposta popolare del territorio salentino.

Molto popolare, a livello internazionale, è divenuta la pizzica, che possiede in sè una forza espressiva che racconta le particolarità della nostra terra.

Questa si divide principalmente in tre filoni, ossia: la pizzica de core, suonata nei matrimoni, nelle feste di paese e di famiglia; la pizzica-tarantata, usata dalle orchestrine terapeutiche

per guarire le tarantate dal morso velenoso del ragno; e la pizzica-scherma, danza di lotta e di sfida, ballata ancora oggi a Torrepaduli nella notte tra il 15 e il 16 agosto, durante la festa di San Rocco.